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Cavallo Arabo |
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Il cavallo Arabo spicca fra le più antiche e pure razze equine con eccellenza essendo quella che ha maggiormente influenzato tutte le altre razze. Colloca e rivendica la sua nascita, dallo Yemen al Nejed nell’Arabia Saudita, quasi certamente antenato del protoarabo e sviluppatosi dal Medio ad Estremo Oriente. Questa razza ricca ha fatto fiorire numerose leggende, una la vede catturata da Baz, bisbisbi-snipote di Noè e domata 3000 anni prima di Cristo. Si afferma che Re Salomone ne catturò in Egitto e Arabia fino ad averne 12.000 da sella e 40.000 da cocchio nelle proprie scuderie. Perfino il Profeta Maometto, sostenitore di quest’animale, affermava che Allah lo aveva creato e chi n’avesse cura aveva il paradiso assicurato. La cavalleria Mussulmana spinta nella conquista di territori attraversando il Mediterraneo, e spingendosi fino alla Spagna e Francia, quando fu sconfitta lasciò dietro di se molti cavalli, e così iniziò l’influenza di quest’animale su quasi tutte le razze Europee. La razza araba a molte linee genealogiche ed è considerata una delle più belle se non la più armoniosa linea di cavallo. Animale di proporzioni armoniose, testa corta, fronte prominente, muso piccolo, narici grandi, occhi espressivi e ben distanziati, ganascia prominente, orecchi piccoli, collo lungo ed arcuato, garrese prominente, dorso robusto, petto ampio, torace profondo, coda alta, d’andatura appariscente e regale, non sorprende che sia universalmente ammirato, riesce a mantenere velocità per lunghi tratti e per questo lo rende adatto alla disciplina sportiva del fondo. Animale coraggioso ed intelligente a la particolarità rispetto altri cavalli di avere una vertebra lombare in meno nella spina dorsale, ed anche una costola in meno. Di carattere focoso ha bisogno di un bravo cavaliere a cui non negherà tutta la sua fiducia. (vedi scheda)
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| Cavallo Andaluso |
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Una delle più antiche razze di cavalli dopo l’arabo è l’Andaluso, originario della Spagna. Le immagini di animali simili a questa razza sono state trovate su dipinti rupestri che risalgono a 20.000 anni fa. Alcuni studiosi sostengono la sua discendenza dal cavallo di Przewolski, quindi dal cavallo berbero, introdotto in Spagna dai Mori nel 711 o addirittura dai cavalli di Numidia, che Asdrubale aveva al suo seguito quando invase la Spagna nel II° secolo A.C., che successivamente incrociandosi con cavalli iberici hanno prodotto questa razza. Un’altra supposizione è quella (vista la sua struttura) della derivazione dal cavallo hibericus (cavallo della steppa) citato perfino da Giulio Cesare. Il sangue dell’Andaluso si ritrova nei progenitori di molte altre razze: Lusitana, Lipizzano e persino nell’Hannover e nel nuovo mondo, importata dai Conquistadores, dove è stata progenitrice di Appaloosa,
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Mustang, Crolli ecc. Cavallo di alta scuola per il suo carattere docile, di bella presenza e di andatura vivace è stato usato molto in battaglia per la sua agilità, coraggio e affidabilità e si può ammirare ancora nelle corride spagnole. Quasi dimenticato dopo la Rivoluzione Francese dalle monarchie europee, la purezza della sua razza fu preservata da monaci certosini di Jerez de la Frontera che la preservò da incroci. Alcuni loro discendenti vivono ancora in quest’allevamento. Oggi finalmente la razza sta rifiorendo grazie al governo spagnolo e chi lo cavalca sa che oltre la sua appariscenza è estremamente docile e generoso, comunque lo si impieghi. L’Andaluso ha un’altezza che varia dai 155 ai 160 cm al garrese di colore grigio ma può anche essere morello, baio e roano. Testa grande, profilo convesso, collo muscoloso e arcuato, spalla lunga e inclinata, i quarti sono ampi e muscolosi, coda e criniera lunghe e abbondanti. (vedi scheda) |
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| Cavallo Purosangue |
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| Il purosangue nasce in Gran Bretagna, ed è il cavallo più veloce al mondo. Per creare questa razza sono bastati solo 200 anni. In origine i cavalli usati per le corse erano i pony di Galloway, poi prima della Restaurazione nel 1660 si giunse ad adoperarne di varie razze. Carlo II incentivò le importazioni di cavalli orientali destinandoli agli eserciti e ben pochi furono usati per le corse, la nascita del purosangue è dovuta ad un caso fortuito, che gli inglesi colsero al volo, selezionando scrupolosamente il nuovo incrocio. I purosangue discendono da tre stalloni di razza orientale, il primo fu Byerley Turk del colonnello Byerley, che per anni accompagnò il suo padrone in battaglia, messo a riposo fu destinato alla riproduzione, probabilmente si unì con fattrici di razza welsh, connemara, e spagnola, quest’incrocio portò un’aumento di cavalli con sangue orientale, ma si era ancora lontani dalla razza purosangue. Nel 1704 arriva in Inghilterra lo stallone Darley Arabian, che fatto unire a queste nuove fattrici produsse puledri di qualità elevata. Un suo figlio, "Flying Childers", fu il primo grande campione. Nel 1720 con l’arrivo dello stallone Godolphin Arabian che fatto accoppiare a fattrici di ottima genealogia produsse puledri che consolidano finalmente la razza del purosangue. Gli allevatori inglesi nella selezione di questo cavallo adottarono metodi rigorosi, soprattutto vagliando ogni soggetto oltre che dal pedigree che doveva essere molto preciso anche dalla dimostrazione della velocità su pista del cavallo stesso, e nel 1791 prima con un’introduzione, poi nel 1808 con la pubblicazione del libro genealogico generale, i cavalli ivi descritti erano purosangue a tutti gli effetti. Allevare cavalli da corsa stava divenendo però troppo dispendioso, perché i soggetti adatti alle corse dovevano avere la resistenza e il giusto coraggio per sostenere le varie eliminazioni nelle gare e per percorrere piste le lunghe fino a 12 miglia . Poiché i costi da sostenere perché giungessero alla maturazione di queste qualità erano alti bisognava usare cavalli più giovani, allora furono accorciate le distanze delle piste e abolite le selezioni. Ora era la velocità che contava in questi cavalli , e quindi si migliorò il cibo rendendolo più energetico, di conseguenza migliorò anche la statura di questa razza che aumentò di 15 cm. Ed anche la velocità su brevi distanze aumentò. Nel 1850 si raggiunge il massimo della velocità; da allora minime sono state le migliorie. I purosangue più pregiati, oltre ovviamente i grandi campioni, sono quelli di 3 anni che di solito danno buoni risultati su distanze "classiche" (1800-2000 m). Per le corse di "velocità" (1000-1500m) si adattano meglio i cavalli precoci, sono migliori sia in accelerazione sia in potenza. Mentre i meno precoci sono usati per i "fondisti". Poi ci sono i purosangue saltatori che gareggiano in "corse ad ostacoli". Il purosangue come l’arabo è usato per migliorare le razze. Paesi di tutto il mondo sono diventati allevatori di questa razza e in Italia si ricordano ancora campioni come Nearco, Donatello II, e Ribot. Con tante categorie di purosangue la conformazione è varia ed anche l’altezza che può andare da 147 a 178 cm, comunque i migliori soggetti sono quelli che si presentano con testa sottile, collo arcuato e garrese pronunciato, la spalla inclinata, ed il dorso breve, hanno tronco profondo, e quarti posteriori forti e muscolosi, garretto ben in appiombo, arti sottili e robusti. Le movenze dovranno essere sciolte e i passi estesi con andature che coprono il terreno a lunghe falcate, il galoppo più veloce d’ogni altro cavallo, il colore del loro manto è intero in quasi tutte le varianti. (vedi scheda) |
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| Cavallo Lipizzano |
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Il Lipizzano è una razza cercata e voluta dall’arciduca Carlo d’Austria, desideroso di ottenere un cavallo particolare da esibire nel periodo di maggior diffusione dell’alta scuola, dove i nobili sfoggiavano la loro abilità di cavallerizzi. Nel 1580 fa dunque importare a Lipizza, che al tempo faceva parte dell’Austria, degli stalloni da incrociare con cavalli andalusi, ritenuti in quel periodo i soggetti migliori da impiegare nell’alta scuola. Giunsero quindi all’allevamento due Napoletani, due Frederiksborg, due Klaudruber, anch’esse razze derivate dagli andalusi, ed un cavallo arabo. Dopo vari incroci e selezioni è solo dal 1735 che si hanno notizie sicure sulla nascita della razza Lipizzana. Quando l’impero austroungarico, alla fine della prima guerra mondiale, nel 1918, fu smembrato, gli Italiani presero possesso dei territori che comprendevano Lipizza e quindi anche gli allevamenti dei cavalli di questa città. Purtroppo non furono buoni selettori di questi animali tanto che, arrivarono quasi al punto di far scomparire la razza. Dopo la seconda guerra Mondiale, Lipizza fu assegnata alla Jugoslavia, che invece s’interessò moltissimo ai cavalli allevati in quel luogo, ricercando ovunque i riproduttori puri per incrementare la razza. Con lo smembramento della Jugoslavia ora il territorio che comprende Lipizza, è la Slovenia. Anche l’Ungheria ha apprezzato questa razza sviluppando nel suo territorio un allevamento, e scoprendo che, se s’incrociano un Lipizzano puro e un trottatore, nascono soggetti d’ottima qualità e perfetti per le competizioni d’attacco, (vale a dire tiro di carrozze). Quest’animale è impiegato in vari modi, deve la sua fama soprattutto all’Alta scuola di Vienna, che nelle sue esibizioni con questi cavalli offre uno spettacolo unico di bellezza e abilità. La selezione dei lipizzani è fatta dagli Austriaci, soprattutto in base all’abilità dimostrata dai vari soggetti a svolgere determinati esercizi. I soggetti nati da questi genitori sono naturalmente predisposti a determinati movimenti. Il lipizzano che assomiglia all’andaluso, ha un’altezza che va dai 152 ai 163 cm. Il colore predominante è il grigio. I puledri nascono scuri, ma schiariscono crescendo; raramente sono di colore baio. Animale particolarmente intelligente, è energico e robusto. In Italia vi è un importante allevamento di questi cavalli, e precisamente nel Lazio, "L’allevamento di Torre Mancina". (vedi scheda) |
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