Cura: Movimento rispetto delle esigenze dell'animale  
 

La manutenzione del cavallo deve rispettare il più possibile i bisogni naturali dell’animale. Quando è possibile, si dovrebbe tenere più cavalli in uno stesso recinto. Se ciò non fosse fattibile, dopo un accurato esame della situazione, si dovrebbe almeno predisporre di un box con libero accesso ai recinti. Ogni tenuta deve poter offrire un posto accessibile con qualsiasi tempo, dove ogni cavallo ha la possibilità di muoversi liberamente varie ore al giorno, preferibilmente in compagnia di altri suoi simili. Ricordate: chiunque è in contatto con un cavallo, deve rispettare le sue necessità.

 
 
Cura: Il maniscalco
immagine Immagine Maniscalco Ferratura
Nata poco dopo la nascita dell’allevamento, la figura del maniscalco acquista con il passare del tempo sempre più importanza, fino ad arrivare nel corso del Trecento e Quattrocento ad entrare a far parte dell’Arte dei Fabbri, nel periodo in cui questa era tra le Arti Maggiori. Il Maniscalco, difatti, non aveva come unico dovere quello di ferrare il cavallo, ma era spesso anche un veterinario, che in caso di bisogno sapeva anche curare ed operare l’animale, e spesso provvedeva del tutto alla sua cura. L’arte della ferratura, o mascalcia, risale probabilmente all’epoca dell’addomesticamento del cavallo, poiché fin d’allora l’uomo deve aver cercato il mezzo di rendere meno sensibili gli effetti del consumo dell’unghia stessa. Inventata dai popoli orientali o dagli Scandinavi, fu importata in Gallia ed in Germania, dove l’impararono i Romani, che la diffusero in tutti i loro territori. Per ferratura si intende l’applicazione di piastre o verghe metalliche (in particolare di ferro) agli zoccoli dei cavalli per proteggerli e conservarne in stato normale i piedi: anche la ferratura ben fatta, però, pone un ostacolo ai movimenti intrinseci del piede, causa questa anche di guai seri come l’atrofia dell’unghia. Nonostante questo, è di assoluta necessità, in quanto zoccoli non ferrati, male potrebbero reggere al consumo cui sono sottoposti nei vari servizi che l’uomo chiede all’animale. In letteratura di inizio Novecento (Santini), si consiglia di ferrare il cavallo per la prima volta dopo il suo completo sviluppo, intorno ai cinque anni d’età. Il maniscalco intelligente, con la sua abilità, riesce a vincere poco a poco l’indocilità presente spesso nei puledri alle prime ferrature. Il suo compito è quello di svolgere una saggia ferratura a piedi normali, difettosi e malati: deve forgiare e adattare verghe o piastre metalliche al piede, pur mantenendo o riportando l’originario equilibrio dello zoccolo.
immagine immagine ferratura di Napoleone
Cura: maniscalcia il ferro di Napoleone
La tradizione racconta che Napoleone, durante la ritirata delle sue armate nella campagna militare in Russia, resa ancor più tragica dal rigido inverno dell'Est e con le retroguardie dell'esercito assalite dai Cosacchi, ordinò che cavalli fossero ferrati all'inverso, cioè con l'apertura del ferro verso la punta dei piedi invece che verso i talloni, allo scopo di confondere il nemico. Il quale, vedendo le impronte sul terreno, sarebbe stato indotto a pensare che la Cavalleria francese avanzasse invece di fuggire. Da allora i colleghi maniscalchi d'Oltralpe chiamano questo modo di applicare i ferri all'inverso col termine "ferratura napoleonica", o anche "ferratura rovesciata" o "con punta aperta". Tale tecnica di ferratura, che si può anche realizzare modificando opportunamente i ferri prestampati, ha ancora oggigiorno una validità terapeutica o preventiva per diverse problematiche del piede equino. Piazzando un ferro all'inverso sotto il piede,si aumenta la base d'appoggio la stabilità della ferratura a livello dei talloni e della parte posteriore del piede in generale. Si tratta, in pratica, di una ferratura analoga a quella che utilizza una pianella o un ferro a uovo. Però con un vantaggio più: il fatto che con il "ferro napoleonico" si facilita lo stacco del piede (in punta) dal terreno durante la fase di propulsione. Per questo motivo la "ferratura napoleonica" è indicata come prevenzione per quei cavalli che hanno piedi bassi ai talloni e a punta lunga, una conformazione che predispone a un sovraccarico dell'apparato podotrocleare (ovvero dell'osso navicolare, della borsa navicolare e del tendine flessore profondo). Cavalli con questo tipo di piede tendono ad avere un asse digitale spezzato all'indietro, specialmente quando i ferri sono ormai consumati e da cambiare. In quella situazione la punta dello zoccolo è cresciuta, mentre i talloni hanno continuato a subire, sulla superficie del ferro, un consumo dovuto all'elaterio dello zoccolo (movimento di apertura e chiusura ad ogni ciclo d'appoggio/alzata dei talloni). La ferratura invertita, invece, consentendo il consumo della punta dello zoccolo mantiene più costante l'allineamento dell'asse digitale e "centra" meglio la base d'appoggio della ferratura sotto il centro articolare del piede. Così come la ferratura terapeutica, la "ferratura napoleonica" è consigliata anche nelle forme flessorie di navicolite per due motivi: perché quando il piede del cavallo appoggia su terreni molli, dove si sprofonda, evita l'eccessiva estensione dell'articolazione corono - triangolo - navicolare (dal nome delle parti interessate) e perché allevia lo sforzo cui il piede del cavallo viene sottoposto dalla punta al centro dell'articolazione. È come se fosse una leva che, durante la fase di stacco del piede dal terreno, deve essere vinta dall'azione del flessore profondo, il quale fa fulcro sull'osso navicolare. Per le stesse ragioni biomeccaniche la "ferratura napoleonica" è indicata in caso di desmite (infiammazione o lesione di un legamento) della briglia carpica, cioè di quell'insieme di legamenti che collegano il tendine flessore profondo al carpo (il "ginocchio" dell'arto anteriore). Infine può essere usata con profitto nella fase cronica della laminite, in quanto permette di scaricare la muraglia dorsale dello zoccolo. Infatti, in quella situazione patologica, la muraglia dorsale è parzialmente staccata dall'osso del piede e tende a comprimere la corona nella sua regione anteriore. In questo caso è bene abbinare la ferratura aperta in punta con un appoggio sulla forchetta. Ciò serve per sostenere l'osso del piede nella posizione fisiologica, cioè corretta. L'appoggio sulla forchetta è facilmente realizzabile usando un inserto metallico saldato al ferro e del comune silicone da impronta dentaria. Se è vero che Napoleone inventò la ferratura che porta il suo nome, ringraziamolo perché essa ha dimostrato d'essere utile in tempi moderi.
 
Cura: Il governo
 

...| BRUSCA |. | STRIGLIA |. | BRUSCONE |. | PETTINE |. | NETTAPIEDI |. | COLTELLO SUDORE |.

 
Cura: Governo grooming
Con il termine "governo" si indicano tutte le operazioni quotidiane grazie alle quali il cavallo viene tenuto pulito ed in forma. Col governo infatti si provvede a salvaguardare il cavallo secondo le regole dell'igiene e, al tempo stesso, a praticargli una forma di massaggio, che secondo gli esperti, vale quanto un buon pasto. Il governo del cavallo si fa la mattina, prima del lavoro, in modo più semplice e sbrigativo per esigenze di igiene. Sarà sufficiente una pulizia superficiale con la brusca, lavargli gli occhi, le narici e pulire gli zoccoli. La sera, prima di ricoverarlo in box è indispensabile una pulizia completa e molto più accurata. Con il cavallo sudato, evitare di cospargerlo d'alcol per asciugare prima, come molti usano: si provoca in questa maniera un repentino raffreddamento che può portare ad uno choc termico. Inoltre l'alcol asciuga in modo eccessivo la pelle sgrassandola. Con le operazioni di grooming si toglie dal corpo del cavallo la sporcizia, si facilita l'eliminazione delle scorie della pelle rendendola morbida e se ne agevola la traspirazione e la circolazione tramite l'azione di massaggio esercitata da striglia e brusca rendendo lucente il pelo. Le operazioni di grooming preservano il cavallo da un grande numero di malattie sia interne che esterne perchédanno la possibilità di ispezionare il corpo dell'animale in modo accurato. Gli attrezzi per il governo sono: brusca, striglia, bruscone, pettine, nettapiedi, coltello da sudore, secchio, spugna. La striglia Serve per separare i peli appiccicati dal sudore e per asportare la sporcizia che si è accumulata tra la cute e i peli. Ve ne sono diversi modelli, in metallo e in plastica e si usa con movimenti circolari sul corpo del cavallo partendo dalla spalla e andando giù verso la groppa. E' bene evitare le parti delicate, i crini, la spina dorsale, le sporgenze ossee e le gambe al di sotto del garretto e del ginocchio. Si deve evitare anche la testa, l'interno delle cosce e gli organi genitali. La striglia deve essere adoperata con delicatezza e riguardo perchépuò infastidire il cavallo. La brusca E' una spazzola grande e forte di crini o di setole di cinghiale. Serve per togliere dalla superficie del corpo la polvere, residui di trucioli e le altre sostanze che sono state smosse dall'azione della striglia. Va usata nel senso del pelo per rimuovere la sporcizia sollevata dalla striglia. La brusca reca benessere al cavallo perché esercita un piacevole massaggio e rimuove la pelle morta aderente alla pelle lisciando il pelo. Il bruscone E' una brusca con setole lunghe e forti. Si utilizza generalmente in sostituzione della striglia quando i cavalli hanno il pelo lungo, folto e ruvido oppure quando hanno una pelle molto sensibile e sono infastiditi dall'azione della striglia. Il pettine Si adopera per riordinare la criniera e la coda ma va maneggiato con riguardo per non strappare i crini. Si pettinano i crini del ciuffo, del collo e della coda solo usando molti riguardi e prendendoli a piccoli ciuffi, dopo averli ammorbiditi con appositi prodotti districanti. Il nettapiedi E' un'arnese ricurvo con la punta smussata che serve per togliere lo sporco e il fango accumulato sotto il piede, tra la suola e il ferro. Alzando ciascun piede si toglie la sporcizia depositata e si controlla che non vi sia materiale duro incastrato tra il ferro e lo zoccolo. Il coltello da sudore (chiamato anche stecca o raschiatoio) E' una lama di metallo molto flessibile ma non tagliente con due manici alle estremità. Serve per asportare il sudore dal pelo rendendo più veloce l'asciugatura della pelle. La spugna Imbevuta di acqua tiepida e pulita serve a lavare gli occhi, il naso e le parti genitali dell'animale. E' bene adoperare spugne diverse per le zone della faccia e quelle genitali, inoltre è indispensabile utilizzare una spugna diversa per ogni cavallo
 
   
 
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